
Alla scuola di Maria
"Non guardare il cielo dalla terra , guarda la terra dal cielo". ( Fernando Rielo ) *°'.'° Blog correlato alla mailing-list Google " Alla-scuola-di-Maria"
sabato 23 gennaio 2010
Da meditare...

giovedì 31 dicembre 2009
Riflessioni di principio anno
La nostra mano in quella di Dio...
Dovremmo attraversare il mondo tenendo la mano in Dio: vi sono molte sofferenze da sopportare in questa vita; ma la pena può trasformarsi in gioia; invece di una pena sarà un piacere se teniamo la nostra mano in quella di Dio. La mortificazione stessa diventa allora soave...
Le sofferenze che ho io le ha avute anche Lui, per esempio la monotonia. per anni ed anni fu un semplice falegname...Se trovate la vita penosa, diteglielo. Se soffrite e non potete pregare e ve ne dispiace, diteglielo. Questa è preghiera. Se credete di farlo con le vostre forze, non vi riuscirete mai. Ma se affrontate la vita tenendo la sua mano,
l'amore renderà facile ogni cosa.
P. D. Considine
sabato 19 dicembre 2009
AUGURI SCOMODI

Sempre rileggo questa meravigliosa preghiera del grande
don Tonino Bello e sempre
ringrazio il Signore per averci fatto dono di questo profeta dei nostri tempi...
Un uomo dal cuore talmente grande da avere gli stessi sentimenti di Gesù ... e così semplicemente per amore...
come Lui ha offerto tutta la sua vita per Dio e per i fratelli...proprio come fanno i Santi!!!
.
Grazie a te Don Tonino che dal cielo ci guardi , preghi per noi e anche oggi
ci fai i tuoi "Auguri scomodi"
Sono per me gli auguri più veri, più sinceri
e i più graditi perchè sgorgano da un cuore infiammato dall'amore di Dio....
Grazie don Tonino...
Antonella
AUGURI SCOMODI
Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.
Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali
e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.
Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,
vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.
E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Tonino Bello
sabato 24 ottobre 2009
E' Gesù che passa.

È Gesù che passa
È questo l'amore di Cristo, che ciascuno di noi deve sforzarsi di realizzare nella propria vita. Ma per essere ipse Christus bisogna rispecchiarsi in Lui. Non è sufficiente avere un'idea generica dello spirito di Gesù; bisogna imparare da Lui dettagli e atteggiamenti. E, soprattutto, bisogna contemplare il suo passaggio sulla terra, le sue orme, per trarne forza, luce, serenità, pace.Quando si ama una persona si desidera sapere anche i minimi particolari della sua esistenza, del suo carattere, per avvicinarsi il più possibile a lei. Per questo dobbiamo meditare la storia di Cristo, dalla nascita nel presepio fino alla morte e alla risurrezione. Nei primi anni del mio lavoro sacerdotale, regalavo spesso il Vangelo o libri in cui si narrava la vita di Gesù: perché è necessario conoscerla bene, averla ben presente nella mente e nel cuore, in modo che, in ogni momento, senza più bisogno di libri, chiudendo gli occhi, possiamo contemplarla come in un film e, quando dobbiamo decidere come comportarci, possiamo richiamare alla mente le parole e i gesti del Signore.Allora ci sentiremo innestati nella sua vita. Non si tratta solo di pensare a Gesù, di rappresentarci quelle scene: dobbiamo prendervi parte, esserne attori, seguire Cristo standogli accanto come la Madonna, come i primi dodici, come le sante donne, come le moltitudini che si affollavano intorno a Lui. Se ci comportiamo così, se non frapponiamo ostacoli, le parole di Cristo penetreranno nel fondo della nostra anima e ci trasformeranno. Perché la parola di Dio è viva, efficace, è più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore.Se vogliamo condurre al Signore altri uomini, è necessario ricorrere al Vangelo e contemplare l'amore di Cristo. Potremmo fermarci alle scene culminanti della Passione, perché, come Egli stesso disse, nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Ma possiamo considerare anche il resto della sua vita, il suo modo abituale di trattare coloro che incontrava.Cristo, perfetto Dio e perfetto Uomo, per far arrivare agli uomini la sua dottrina di salvezza e per manifestare loro l'amore di Dio, procedette in modo umano e divino. Dio scende al nostro livello, assume senza riserve la nostra natura, fatta eccezione per il peccato.Mi riempie di gioia considerare che Cristo ha voluto essere pienamente uomo, di carne come noi. Mi commuove contemplare il fatto meraviglioso di un Dio che ama con un cuore umano.
venerdì 16 ottobre 2009
La vera linea da seguire

Dio è amore, è gioia, è assoluta libertà.
Confrontate la libera, nobile e generosa vita di uno che spera grandi cose dal Signore, con la vita inceppata
piena di dubbi e di sospetti di colui che è in continua deplorazione delle colpe.
Non è il cadere che ha importanza, ma il rimanere sulla strada, perdendo tempo e rendendo così più difficile il proseguire. La linea di vita che dovremmo seguire è questa: pur essendo dolenti per le nostre inevitabili miserie, avere un'assoluta confidenza con Dio.
Se Egli è onnipotente, perchè devo preoccuparmi delle difficoltà? Tutte le volte che vi sentite tentato a perdervi di coraggio e dite.
- E' inutile, tutto questo non è per me, sono troppo cattivo e fiacco, ecc.- non è lo spirito di Dio che vi parla. Ma quando il vostro cuore è sollevato, e sentite che c'è l'amore di Dio, c'è la felicità nel pensare che Egli vi ama,
quello è Dio in voi.
sei fatto così...e datti pace!

Il Signore non trova mai colpa in quello che non possiamo impedire.
Io non posso far nulla contro certi sentimenti, ma non devo lasciarmi deprimere in conseguenza.
I sentimenti non mi recano danno.
Se ,per esempio, sento lo stimolo della gelosia, devo concludere che non potrò
fare a meno di restare sempre in quello stato?
Sopportare la gelosia tranquillamente e - grado a grado - questo vi renderà umili.
Se pretendete non aver sensazioni, voi vi ribellate ai fatti e questo non è altro che
un sopravvenire dell'orgoglio.
Invece siete sulla via maestra dell'umiltà quando confessate a voi stesso che
siete orribilmente geloso, e lo sopportate con calma.
Siate paziente: siete fatto così - è un grande peccato- siatene spiacente; ma non irritatevene,
accettate la constatazione. Dite:Se ci fosse mai una persona più orgogliosa di me,
mi meraviglierei:
Padre D. Considine
lunedì 5 ottobre 2009
Necessarie le grandi penitenze?

Non dovremmo disarmarci quando ci accorgiamo
che vi sono moltissime occasioni in cui potremmo,
molto bene praticare la mortificazione, e non lo facciamo.
E' molto meglio mangiare, a colazione, due uova e
riconoscere -Come sono mortificato!-, che mangiarne
uno solo e fantasticare quanto poco manchi alla nostra
canonizzazione...
Onestà è un altro nome dell' umiltà, e se voi siete
soltanto onesto, molto probabilmente diventerete
così vergognoso di voi stesso, che raggiungerete la
mortificazione e delle uova farete senza del tutto...
Il possesso di sè non è necessariamente connesso
con le austerità corporali.
Ciò che è chiesto è il soggiogare lo spirito; il corpo
non conta.
Ma se il corpo mette in questo difficoltà
e impedimento, allora dobbiamo
ridurlo in servitù.


