03 dic 2016

Lo Spirito Santo “non è un parente povero nella Trinità

Lo Spirito Santo “non è un parente povero nella Trinità”, tantomeno un semplice “modo di agire di Dio” o, come pensavano gli stoici, “una energia o un fluido che pervade l’universo”. Non è neppure la “terza persona singolare” della Trinità, quanto piuttosto “la prima persona plurale”; l’amore, come diceva Sant’Agostino, che tiene uniti “il Padre che ama” e “il Figlio l’amato”....
“Che vita dà lo Spirito Santo?”, domanda, “da la vita divina, la vita di Cristo. Una vita super-naturale, non una super-vita naturale; crea l’uomo nuovo, non il superuomo di Nietzsche ‘gonfio di vita’”. E “dove la dà questa vita?”. Nel Battesimo, presentato come un “rinascere dallo Spirito”, “nei sacramenti, nella parola di Dio, nella preghiera, nella fede, nella sofferenza accettata in unione con Cristo”.
per leggere tutto cljcca....QUI

04 apr 2015

Il Sabato dell'attesa


Oggi sulla terra c'è  grande silenzio e solitudine...
perchè il Dio fatto carne si è addormentato
e ha svegliato coloro che da secoli dormivano

da un'Omelia sul Sabato Santo


28 mar 2015

CalendarioAsdM


La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l'immagine di Dio e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un'immagine.

               Blaise Pascal

17 feb 2015

“Il Signore ci vuole contenti!”







“Il Signore ci vuole contenti!”


Abìtuati a parlare cordialmente di tutto e di tutti; in particolare di quanti lavorano al servizio di Dio. E quando non è possibile, taci! Anche i commenti bruschi o superficiali possono sconfinare nella mormorazione o nella diffamazione. (Solco, 902)

Rivolgi nuovamente lo sguardo alla tua vita, e chiedi perdono per questo e quel particolare che immediatamente saltano agli occhi della tua coscienza; per il cattivo uso che fai della lingua; per quei pensieri che girano continuamente intorno a te stesso; per il giudizio critico a cui acconsenti e che scioccamente ti preoccupa, provocandoti una perenne inquietudine, una continua agitazione... Convincetevi che potete essere molto felici! Il Signore ci vuole contenti, ebbri di gioia, camminando sugli stessi avventurosi sentieri da Lui percorsi. Ci sentiamo infelici soltanto quando ci impegniamo ad andare fuori strada, e imbocchiamo la via dell'egoismo e della sensualità; e avviene di peggio se ci immettiamo sul sentiero degli ipocriti.

Il cristiano deve mostrarsi autentico, verace, sincero in tutte le sue opere. Il suo comportamento deve lasciar trasparire uno spirito: quello di Cristo. Se al mondo c'è qualcuno che deve mostrarsi coerente, questi è il cristiano, perché ha ricevuto in deposito, per farlo fruttificare [Cfr Lc 19, 23], il dono della verità che libera, che salva [Cfr Gv 8, 32]. Forse qualcuno mi domanderà: «Padre, ma come riuscirò a ottenere questa sincerità di vita?». Gesù Cristo ha consegnato alla sua Chiesa tutti i mezzi necessari: ci ha insegnato a pregare, a entrare in rapporto con il Padre suo che è nei Cieli; ci ha mandato il suo Spirito, il Grande Sconosciuto, che agisce nella nostra anima; e ci ha lasciato quei segni visibili della grazia che sono i sacramenti. Usali. Intensifica la tua vita di pietà. Fa' orazione tutti i giorni. E non sottrarre mai la tua spalla al dolce peso della Croce del Signore.

È stato Gesù a invitarti a seguirlo da buon discepolo, perché tu possa compiere il tuo passaggio sulla terra seminando la pace e la gioia che il mondo non può dare. Per questo — ripeto — dobbiamo camminare senza paura della vita e senza paura della morte, senza rifuggire a ogni costo dal dolore, che per il cristiano è sempre mezzo di purificazione e occasione per amare davvero i fratelli, utilizzando le mille occasioni della vita quotidiana. (Amici di Dio, 141)

16 dic 2014

Una delle regole fondamentali per il discernimento degli spiriti





“Una delle regole fondamentali per il discernimento degli spiriti potrebbe essere dunque la seguente: dove manca la gioia, dove l’umorismo muore, qui non c’è nemmeno lo Spirito Santo, lo Spirito di Gesù Cristo. E viceversa: la gioia è un segno della grazia. Chi è profondamente sereno, chi ha sofferto senza per questo perdere la gioia, costui non è lontano dal Dio del vangelo, dallo Spirito di Dio, che è lo Spirito della gioia eterna.”
(Joseph Ratzinger)

10 dic 2014

LA FELICITA'


LA FELICITA'
 
  • Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta,così quando finalmente la incontreremo,sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
  • Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre,ma tante volte guardiamo così a lungo quella chiusa,che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
  • La miglior specie di amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola,e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
  • E' vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo,ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
  • Dare a qualcuno tutto il tuo amore non è un'assicurazione che sarai amato a tua volta!
  • Non ti aspettare amore indietro, aspetta solo che cresca nei loro cuori,ma se non succede accontentati che cresca nel tuo.
  • Ci vuole un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo,ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
  • Non cercare le apparenze, possono ingannare.Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
  • Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
  • Sogna ciò che ti va, vai dove vuoi, sii ciò che vuoi essere,perché hai solo una vita e una possibilità di far le cose che vuoi fare
  • Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce,difficoltà a sufficienza da renderti forte,dolore abbastanza da renderti umano,speranza sufficiente a renderti felice.
  • Mettiti sempre nei panni degli altri.Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
  • Le più felici delle persone non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa,soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
  • La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato,solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
  • Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato,non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
  • Quando sei nato stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.Vivi la tua vita in modo che quando morirai tu sorrida.
  • Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici
 
  

Martin Luther King 

23 nov 2014

Crescere con Maria nella santità


Crescere con Maria nella santità
 
 
L'anima nostra ha certo bisogno di venir illuminata dalla verità della fede, ma in un secolo
di miscredenza come questo, anche i cuori hanno bisogno di essere mossi. Appena si
ammorbidiscono un poco, l' influenza della Vergine ci penetra sempre più profondamente,
come se fosse stata rimossa una barriera. la sua umiltà, la sua purezza, la sua delicatezza
si svelano subito e prendono possesso dell 'anima; sembra che Dio le abbia dato il
diritto  materno di formare i suoi figli a propria somiglianza, purchè essi abbiano la
volontà di riceverla. E' da notare che i Santi furono non solamente devoti alla madre di Cristo,
ma crebbero in questa devozione a mano a mano che cresceva la loro santità, e che
il loro amore per la Madre andava di pari passo, per così dire, con l'amore del Figlio.
 
P. D. Considine

01 ott 2014

Buona serata con Teresina



Testo tratto dai pensieri scritti di Santa Teresa di Gesù bambino.
Canzone suonata e riarrangiata dai FIGLI DEL DIVINO AMORE DI MEDJUGORJE.

28 set 2014

Vangelo della Domenica

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Matteo 21,28-32

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Commento
di Ermes Ronchi
Nei due figli, che dicono e subito si contraddicono, vedo rappresentato il nostro cuore diviso, le contraddizioni di cui Paolo si lamenta: non mi capisco, faccio il male che non vorrei, e il bene che vorrei non riesco a farlo (Rm7, 15.19), che Goethe riconosce: “ho in me, ah, due anime”.
A partire da qui, la parabola suggerisce la sua strada per la vita buona: il viaggio verso il cuore unificato. Invocato dal Salmo 86,11: Signore, tieni unito il mio cuore; indicato dalla Sapienza 1,1 come primo passo sulla via della saggezza: cercate il Signore con cuore semplice, un cuore non doppio, che non ha secondi fini. Dono da chiedere sempre: Signore, unifica il mio cuore; che io non abbia in me due cuori, in lotta tra loro, due desideri in guerra.
Se agisci così, assicura Ezechiele nella prima lettura, fai vivere te stesso, sei tu il primo che ne riceve vantaggio. Con ogni cura vigila il tuo cuore, perché da esso sgorga la vita (Prov 4,23).
Il primo figlio si pentì e andò a lavorare. Di che cosa si pente? Di aver detto di no al padre? Letteralmente Matteo dice: si convertì, trasformò il suo modo di vedere le cose. Vede in modo nuovo la vigna, il padre, l’obbedienza. Non è più la vigna di suo padre è la nostra vigna. Il padre non è più il padrone cui sottomettersi o al quale sfuggire, ma il Coltivatore che lo chiama a collaborare per una vendemmia abbondante, per un vino di festa per tutta la casa. Adesso il suo cuore è unificato: per imposizione nessuno potrà mai lavorare bene o amare bene.
Al centro, la domanda di Gesù: chi ha compiuto la volontà del padre?
In che cosa consiste la sua volontà? Avere figli rispettosi e obbedienti? No, il suo sogno di padre è una casa abitata non da servi ossequienti, ma da figli liberi e adulti, alleati con lui per la maturazione del mondo, per la fecondità della terra.
La morale evangelica non è quella dell’obbedienza, ma quella della fecondità, dei frutti buoni, dei grappoli gonfi: volontà del Padre è che voi portiate molto frutto e il vostro frutto rimanga...
A conclusione: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti. Dura frase, rivolta a noi, che a parole diciamo “sì”, che ci vantiamo credenti, ma siamo sterili di opere buone, cristiani di facciata e non di sostanza. Ma anche consolante, perché in Dio non c’è condanna, ma la promessa di una vita buona, per gli uni e per gli altri.
Dio ha fiducia sempre, in ogni uomo, nelle prostitute e anche in noi, nonostante i nostri errori e ritardi nel dire sì. Dio crede in noi, sempre. Allora posso anch’io cominciare la mia conversione verso un Dio che non è dovere, ma amore e libertà. Con lui coltiveremo grappoli di miele e di sole per la vita del mondo.

22 set 2014

Rainer Haak






Se il mio rapporto con Dio dovesse dipendere soltanto dalle mie capacità, dalla mia fedeltà e costanza, sarebbe ben poco duraturo. Difficoltà e incertezze metterebbero in pericolo la mia fede, così come succede con tante cose preziose e significative della vita. Per mia fortuna Dio si comporta in maniera del tutto diversa. Egli rimane fedele alla propria parola e verso di me. Il suo amore non si lascia mai mettere in discussione.

Rainer Haak 

19 set 2014

P. Ermes Ronchi

Decisivo è evangelizzare il cuore, le nostre zolle di durezza, le intolleranze, le linee oscure, le maschere vuote. Io evangelizzo il mio intimo quando a un sentimento dico: tu sei secondo Cristo, e ti accolgo, anzi ti benedico; a un altro invece dico: tu non sei secondo Cristo e non ti accolgo, non ti do la mia casa, non ti lascio sedere sul trono del mio cuore.
Evangelizzare significa por­tare un messaggio felice. E il messaggio felice è anche questo: la grande libertà. Via le sovrastrutture, i paludamenti, via gli apparati, le disquisizioni sottili e vuo­te, le tradizioni, le costruzioni fastose, vai al cuore. E libero e nuovo ritorna il Vangelo, liberante e nuovo,sempre.
Scorri il Vangelo e senti l'ombra di una perenne freschezza, perché sei tornato al cuore felice della vita.
                                                                            Padre Ermes Ronchi

17 set 2014

Sant'Agostino

Sant'Agostino:
"Se senti vacillare la tua fede per la violenza della tempesta, calmati: Dio ti guarda.
Se ogni cosa che passa cade nel nulla senza più ritornare, calmati: Dio rimane.
Se il tuo cuore è agitato e in preda alla tristezza, calmati: Dio perdona.
Se la morte ti spaventa, calmati: Dio risveglia.
Dio ci ascolta, quando nulla ci risponde.
Dio è con noi quando ci crediamo soli.
Dio ci ama anche quando sembra che ci abbandoni."

15 set 2014

Nel cuore di tutti il seme di Dio

Buona serata

....Siamo un pugno di terra in cui Dio ha deposto i suoi germi vitali. Nessuno ne è privo, nessuno è vuoto, per­ché la mano di Dio continua a creare....

Alla sera vedi un bocciolo, il giorno dopo si è aperto un fiore. Senza alcun intervento esterno. Ecco: Che tu dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Com'è pacificante questo! Le cose di Dio fiori­scono per una misteriosa forza interna, per la straordi­naria energia segreta che hanno le cose buone, vere e belle. In tutte le persone, nel mondo e nel cuore, nono­stante i nostri dubbi, Dio ma­tura. E nessuno può sapere di quanta esposizione al so­le, al sole della vita, abbia bi­sogno il buon grano di Dio per maturare: nelle persone, nei figli, nei giovani, in colo­ro che mi appaiono distratti, che a volte giudico vuoti o senza germogli.
padre Ermes Ronchi

“Concezione mistica dell’antropologia” di Fernando Rielo

“Concezione mistica dell’antropologia” di Fernando Rielo

di Dario Chiapetti •

 È possibile una visione intelligente del fenomeno “uomo” che tenga conto di tutti i suoi aspetti che fenomenologicamente si danno a qualsiasi osservatore minimamente attento e che non voglia censurare nulla per non scadere nelle riduzioni che già Guardini aveva individuato e cioè a materia, a forma dello spirito assoluto, a momento della totalità sociale, a ente personale autosussistente, a frutto delle necessità delle leggi universali o a assoluta libertà?
“Concezione mistica dell’antropologia” (ed. San Paolo, 2014) è un testo dello scrittore spagnolo Fernando Rielo (1923–2004), fondatore dell’Istituto di Cristo Redentore di missionari Identes, fondazioni culturali, umanitarie e autore di una vasta opera poetica, filosofica e teologica ancora in gran parte inedita in lingua originale e di cui il presente testo è il primo editato in italiano e che raccoglie appunti che i membri della scuola hanno raccolto durante le sue lezioni. 

14 set 2014

LA' DOVE LA FAMIGLIA FU ABOLITA

LA' DOVE LA FAMIGLIA FU ABOLITA
Chi pensa che senza famiglia la società sarebbe migliore, provi a guardare l'esempio storico in cui tutti i legami familiari furono aboliti e vietati: la Cambogia di Pol Pot
di Anna Bono


La famiglia è sotto attacco. Ogni giorno si ha notizia di nuove iniziative volte a indebolirla, a screditare e intralciare chi la difende. Quando il 1° luglio il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione a sostegno della famiglia, in cui tra l'altro si impegna la giunta regionale a individuare una data per la celebrazione della Festa della Famiglia Naturale, fondata sull'unione di un uomo e di una donna, l'Arcigay ha definito la mozione "intrisa di odio" e quella per la famiglia una "festa abominevole", un "atto barbaro".

VARI MODI PER DISTRUGGERE LA FAMIGLIA
Ci sono molti modi di attaccare la famiglia: sottrarle funzioni affidandole ad altre istituzioni, dissolverla, pretendendo che tutte le forme di convivenza e unione siano "famiglia", svincolare la procreazione dal rapporto tra un uomo e una donna, renderle la vita difficile omettendo di sostenerla e imponendole degli oneri, diffamarla presentandola come un luogo di oppressione, discriminazioni e violenze, in cui si violano le libertà della persona. In questo momento nel mondo occidentale questi modi si stanno usando tutti.  

LA FAMIGLIA ABOLITA PER LEGGE
Chi è ostile alla famiglia è convinto che senza questa istituzione la vita umana, la società sarebbero migliori. In effetti non ha modo di saperlo, almeno non ricorrendo a esempi di società prive di famiglia: a differenza di altre istituzioni, create man mano che le società diventavano più complesse, la famiglia infatti nasce con l'uomo, è sempre esistita. Ma in realtà un esempio storico c'è stato che deve far riflettere, soprattutto chi vede nella famiglia un ostacolo alla piena realizzazione della persona umana e dei valori di libertà e giustizia. È successo una volta che un piccolo popolo, neanche sei milioni di anime, si sia ritrovato dalla sera alla mattina, letteralmente nell'arco di poche ore, privato della famiglia: mariti e mogli, fratelli, genitori e figli separati, costretti a vivere in insediamenti abitativi diversi, spesso distanti tra loro, con la proibizione di comunicare in qualsiasi modo e severissime punizioni alla minima trasgressione.



FORMARE L'UOMO NUOVO (SENZA FAMIGLIA)
Si poteva essere condannati a morte per aver raggiunto un famigliare di nascosto, di notte, sfuggendo al controllo, per stare con lui qualche minuto, portargli del cibo che sempre scarseggiava. L'unica eccezione era per i bambini molto piccoli, se non erano ancora svezzati, e quando risultava conveniente per qualche motivo che fossero le loro madri ad accudirli, ad esempio se si ammalavano. La condizione però era che le mansioni necessarie non diventassero occasione di emozioni, di manifestazioni d'affetto e tenerezze. Durante le riunioni – una sorta di gruppi di autocoscienza – organizzate per accelerare la formazione dell'uomo nuovo che si voleva far nascere in sostituzione di quello contaminato da valori sbagliati, una madre colpevole di aver trasgredito, se scoperta e denunciata, doveva allora ammettere il proprio errore ("è vero, ho abbracciato per un momento la mia bambina che piangeva, l'ho cullata, l'ho baciata, le ho cantato una ninna nanna..."), dichiararsi pentita e promettere di non sbagliare più.

LA SOCIETÀ SENZA FAMIGLIA
In quella società senza famiglia, tutto si fece per annichilire le coscienze, ridurre gli uomini in uno stato di inerzia intellettuale e morale, cancellare sentimenti ed emozioni – amore, compassione, gioia, speranza, fiducia – reprimere ogni espressione di individualità. Fu persino proibito l'uso del pronome personale "io": vietato dire "io voglio", "io vado", "io penso"… in altre parole, concepirsi appunto individualmente. Il pronome possessivo "mio" non ci fu bisogno di proibirlo: nessuno possedeva più niente. In meno di cinque anni, da un quarto a oltre un terzo degli abitanti di quel paese senza famiglia morirono: di stenti, di fatica, di fame, di malattie, di torture e sevizie, spesso inflitte dai bambini e dagli adolescenti trasformati in aguzzini spietati. Molti furono giustiziati. Molti morirono di crepacuore e di disperazione.
Il bilancio dei morti oscilla tra 1,7 e 2,5 milioni, forse di più ancora: un genocidio. Il rifiuto della famiglia e, non a caso, della proprietà privata, in nome di un uomo libero, di una società giusta ed egualitaria, si era tradotto in un immenso, spaventoso attacco all'individualità, alla persona, alla vita. Il paese senza più famiglia - è superfluo dirlo - è la Cambogia dei khmer rossi, di Pol Pot, che governarono tra il 1975 e il 1979 imponendo un regime comunista totalitario, la Repubblica democratica di Kampuchea.

Titolo originale: Là dove la famiglia fu abolita
Fonte: La nuova Bussola Quotidiana, 07-07-2014
Pubblicato su BastaBugie n. 360

12 set 2014

Essere persone di fede

Essere persone di fede non significa dover proibire a se stesso e agli altri ciò che  è bello e piacevole. Anzi, il contrario! La fede mi insegna che l'amore e la gioia, il mangiare e il bere, la soddisfazione e la buona fortuna sono tutti doni di Dio. Dalla sua mano posso accogliere la bellezza delle montagne e lo splendore di un tramonto, così come a persona che mi ama, i boccioli che fioriscono a primavera, un buon pasto salutare. O Signore, oggi mi sento bene e ti ringrazio!
(Rainer Haak)

10 set 2014

AMA senza trattenere;DONA senza far sentire in obbligo; AIUTA senza creare dipendenza;
PERDONA senza vergognarti...       Rainer Haak


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