03 giu 2009

Commento al Vangelo

Commento

Mc 12,18-27Non è un Dio dei morti ma dei viventi

Monaci Benedettini Silvestrini
Oltre le dimensioni del tempoQuando noi esseri umani cerchiamo, sia pure con le migliori intenzioni, di immergerci nel soprannaturale o nel mondo di Dio, se non ci lasciamo guidare dalle verità divine, rischiamo sempre di dare spazio più alla nostra fantasia che a quanto ci è stato rivelato. È un mondo che ci appartiene perché è la nostra meta finale ed eterna a cui aneliamo con tutte le nostre forze. È il paradiso, luogo di beatitudine e di pace, ma ben diverso dalle dimensioni che sperimentiamo durante la nostra esistenza terrena. Diverse anche sotto alcuni aspetti che a noi sembrano così ovvi come il ricongiungimento di quegli affetti cosi sacri ed importanti come il matrimonio. È su questa scia che, ancora una volta i nemici di Cristo, questa volta i sadducei che non credono nella risurrezione, intervengono a porre un quesito, che secondo loro, avrebbe dovuto metterlo in serio imbarazzo. Si tratta di una donna che durante la sua vita aveva avuto ben sette mariti e il problema e la domanda faziosa viene così posta: "Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l'hanno avuta come moglie". La risposta inequivocabile di Gesù: "Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio? Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli". Si apre così alla nostra conoscenza una dimensione diversa di vita dove i legami umani, per quanto importanti e sacri, vengono sostituiti e compensati da una vita nuova dello spirito. Il mistero dell'aldilà non ci viene ancora completamente svelato, ma una garanzia già ci viene data ed è la continuazione della vita oltre la vita della nostra anima; questa fede verrà ulteriormente confermata nel mistero pasquale della risurrezione di Cristo quando egli affermerà al mondo di aver vinto la morte e di averci meritato una vita nuova, la cui pienezza si realizza in Dio nell'eternità. Siamo così proiettai oltre il tempo e oltre le dimensioni della vita nel tempo; possiamo dire che il cielo già si apre su di noi e la dimora che ci attende e più vicina di quanto osassimo sperare. Senza pretendere di comprendere quanto non è accessibile alla mente umana, possiamo e dobbiamo però, elevare costantemente il nostro spirito alle dimensioni ultraterrene. Dobbiamo abituarci a volare oltre i confini del tempo e oltre le umane esperienze della vita di ogni giorno. Dobbiamo allenarci a salire!


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