12 apr 2011

(Mt 6,34).


Tutti i nostri sogni e i nostri progetti, se sono solo nostri, non hanno senso perché non siamo padroni della nostra vita (“questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita”); allora l’unica cosa saggia, costruttiva, è quella di operare oggi, in questo momento, il bene, e poi di affidarci al Signore per il domani, ma con fede tranquilla, senza ansie e senza paure, ma anche senza spavalderie o sicurezze eccessive. Dice Gesù nel Vangelo “Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.” (Mt 6,34). E nella preghiera del Padre Nostro ci fa dire “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, ossia il pane di oggi non quello per tutta la settimana, per tutto il mese, per tutto l’anno o per tutta la vita.


Comportiamoci, nel programmare la nostra vita, come se tutto dipendesse da noi, ma poi restiamo sereni e tranquilli perché alla fine tutto dipende da Dio.

Questo dire “tutto dipende da Dio”, non vìola minimamente la nostra libertà che consiste unicamente nello scegliere il bene o il male.
 
fonte  Manoscritto ( Un monaco del 20° secolo)

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