23 mag 2011

La santità

Tutto questo mi ricorda un celebre verso di Eluard nel suo poema Guernica: « La morte così difficile... e così facile ». Si può dire altrettanto della santità.




Essa ci sembra terribilmente difficile forse perché non sappiamo, perché non ci chiediamo mai seriamente che cosa essa sia. Avviene lo stesso per i ragazzi che parlano delle persone adulte. Non sanno che cosa ne pensano, non osano sapere che cosa ne pensano; si contentano di giocare agli adulti. Poi, a poco a poco, a furia di giocare alle persone adulte, diventano adulti a loro volta.



È buona questa ricetta? Potrebbe darsi che a furia di giocare ai Santi si finisca col diventarlo? In ogni caso, pare che la piccola suor Teresa non si sia comportata diversamente; si potrebbe dire che è diventata santa giocando ai Santi con il bambino Gesù, come un ragazzino che a furia di far girare un treno meccanico diventa, quasi senza pensarci, ingegnere delle ferrovie o anche, più semplicemente, capostazione.



Permettetemi per un momento che mi fermi su questo paragone delle ferrovie. In fondo, non lo trovo così sciocco... Possiamo senz'altro immaginare la Chiesa come una vasta impresa di trasporto, di trasporto in paradiso; perché no? Ebbene, mi chiedo: che cosa diventeremmo noi senza i Santi che organizzano il traffico? Certo, da duemila anni questa compagnia di trasporto ha avuto non poche catastrofi: l'arianesimo, il nestorianesimo, il pelagianesimo, il grande scisma d'Oriente, Lutero..., per ricordare solo i deragliamenti e gli scontri più noti.



Ma senza i Santi, ve lo dico io, la cristianità sarebbe un gigantesco ammasso di locomotive capovolte, di carrozze incendiate, di rotaie contorte e di ferraglia che finisce di arrugginirsi sotto la pioggia. Nessun treno circolerebbe più sulla strada ferrata invasa dall'erba. So bene che tra voi alcuni dicono che assegno una parte troppo bella ai Santi, che do troppa importanza a gente che senz'altro sta ai margini, e che ho torto a paragonarli a tranquilli funzionari, tanto più che, a dispetto di ogni tradizione amministrativa, essi beneficiano dell'avanzamento per merito e non già per anzianità, e che li vediamo passare bruscamente dal modesto impiego di operaio qualunque a quello di ispettore generale o di direttore della compagnia, proprio quando sono stati sbattuti fuori della porta, come santa Giovanna d'Arco, per esempio...



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tratto da



Conferenza di G. Bernanos sulla santità - parte 1

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