01 lug 2014

La mano di Dio semina bontà, generosità e coraggio

La mano di Dio semina bontà, generosità e coraggio

C'è un campo nel cuore in cui intrecciano le loro radici, spesso i­nestricabili, il bene e il male: nes­suno è solo zizzania, nessuno puro grano. La parabola rac­conta due modi di leggere e la­vorare il cuore. Il primo è quello dei servi che fissano l'attenzio­ne sulla zizzania: «Da dove vie­ne? Vuoi che andiamo a racco­glierla?» Il secondo è quello del padrone del campo che ha in­vece gli occhi fissi al buon grano: «Non raccogliete la zizzania, per non sradicare anche il grano: u­na sola spiga conta più di tutta la zizzania».
Quale dei due sguardi è il nostro? Quello opaco e triste dei servi che vede il mondo e le persone invasi dal male, che giudica con durezza manichea? Quello po­sitivo e solare del signore che in­tuisce, dovunque, spighe, pane e mietiture fiduciose, e che ha messo la sua forza nella mitez­za?
«Non strappate la zizzania». Noi abbiamo sempre una violenta fretta di moralizzare e mettere a posto. L'uomo infantile che è in noi grida: strappa via da te, e so­prattutto intorno a te, ciò che è puerile, fragile, difettoso. Il si­gnore del campo suggerisce: preoccupati del buon seme, a­ma i tuoi germi di vita, custodi­sci ogni germoglio. Tu non sei le tue debolezze, ma le tue matu­razioni; l'uomo non coincide con i suoi peccati, ma con le po­tenzialità di bene.
Vero esame di coscienza è leg­gere la vita con quello sguardo divino che cerca non l'assenza di difetti, illusione inutile e spes­so mortifera, ma la fecondità co­me etica della vita. Impariamo a vedere ciò che di vitale, di bello, di promettente Dio ha seminato in noi (non è orgoglio, ma responsabilità), fac­ciamo sì che porti frutto, che o­gni granellino di senapa cresca con il dono di attrarre e acco­gliere vite, che ogni pizzico di lie­vito abbia il tempo per solleva­re e rialzare i giorni inerti.
Facciamo nostra l'attività posi­tiva, solare, vitale del Creatore che per vincere le tenebre ac­cende ogni giorno il suo matti­no, per muovere la massa im­mobile vi nasconde il lievito. Preoccupiamoci non della ziz­zania, dei difetti, delle debolez­ze, ma di avere un amore gran­de, ideali forti, desideri positivi, una venerazione profonda per le forze di bontà, generosità e co­raggio che la mano viva di Dio semina in noi. Facciamo che es­se erompano in tutta la loro bel­lezza, in tutta la loro potenza, e vedremo le tenebre ritirarsi e la zizzania senza più terreno. E tut­to il nostro essere maturare nel sole.
 P. Ermes Ronchi

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...