7 dic 2017

“Padre Nostro”, tutto da rifare





Mentre fa discutere l’intervento di Papa Francesco che “corregge” il “Padre Nostro” (“Dio non ci induce in tentazione, la traduzione è sbagliata”) su ilLibraio.it la riflessione del biblista frate Alberto Maggi*:Considerato il testo più complesso del Nuovo Testamento, poiché contiene un termine inesistente nella lingua greca, il Padre Nostro, l’unica preghiera che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli, è pervenuta in tre versioni diverse tra loro, nel vangelo di Matteo (Mt 6,9-13), una più breve in Luca (Lc 11,2-4), e nella Didaché (8,2), primo catechismo dei cristiani.Il testo del Pater andrebbe ritradotto per restituirgli la sua forza innovativa. La continua ripetizione di questa orazione per ogni circostanza l’ha infatti usurata e ridotta al rango di pia devozione (“diciamo un padrenostro…”). Il Padre nostro non è una preghiera, nel senso di un atto cultuale, devoto, ma la formula di accettazione delle beatitudini. Per questo l’evangelista Matteo ha composto lo schema del Pater (Mt 6,9-13).....  (continua qui)


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